Lacrime e commozione con Marchisio: così il Principino ha salutato i tifosi

Marchisio
Marchisio

Molti tifosi della Juventus ancora stentano a credere alla notizia relativa all’addio di Marchisio, ma oggi 22 agosto, dopo la lettera aperta che il centrocampista bianconero (e lo rimarrà per sempre) ha voluto destinare ai tifosi, diventa necessario prendere atto della realtà dei fatti. Il tutto non senza emozioni e commozione, perché le parole scelte dal Principino sono bellissime e rendono perfettamente l’idea dello spessore umano del ragazzo, prima ancora del calciatore che abbiamo ammirato per 25 anni con questa maglia.

“Ho passato gli ultimi 25 anni della mia vita ad immaginare quello che sarei voluto diventare ed i sogni che avrei voluto realizzare insieme alla Juventus, ma non c’è stato un solo attimo durante il quale ho pensato che avrei dovuto vivere un momento come questo. A prescindere da quello che saranno le prossime tappe della mia vita, professionale e non, sarebbe inutile e scorretto nascondere che il mio cuore e il mio Dna hanno e avranno sempre e solo due colori. Ho indossato per la prima volta la maglia della Juventus all’età di 7 anni e da quel momento non l’ho mai tolta, neanche per un istante. Sono cresciuto con la sua filosofia ed ho cercato prima di assorbirla e poi di esserne ambasciatore, sia sul campo che nella vita di tutti i giorni.

Si dice che alla Juventus : “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Dietro questa frase, all’apparenza così semplice  ma così amata da noi tifosi (sì perché anche se continua a sembrarmi impossibile, oggi io sono questo), detto dal Presidente Giampiero Boniperti, si cela il significato più profondo del nostro modo di vivere.

Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.
Quando un bambino con un sogno, un bambino fra tanti. Sai che per quella maglia dovrai essere il migliore. Sempre.

Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.
Quando cresci, quando il tuo sogno dietro la collina è quasi realtà, ma non ti monti la testa e lavori duro all’ombra dei tuoi idoli di sempre. E dai il meglio di te ogni giorno, per quella maglia, perché qualle strisce una volta cucite addosso sono orgoglio, gioia e responsabilità.

Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.
Quando quegli idoli diventano finalmente i tuoi compagni e devi essere più forte delle gambe che tremano all’idea di entrare in campo in fila indiana, come uno di loro, in mezzo a loro. Del Piero,Nedved, Buffon, Trezeguet, Camoranesi e tutti gli altri. Perché ognuno sa che, per onorare questa maglia, deve fare la propria parte. E questo discorso non vale solo per noi calciatori ma anche per ogni singolo tifoso. La Juventus vince perché è più forte in campo e fuori.

Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.
Quando tieni fede al patto con te stesso di fare tutto il possibile per non deludere mai quei tifosi, i più fedeli, i più sinceri, i migliori che ci possano essere al mondo”.

17 AGOSTO – Assolutamente a sorpresa, pochi minuti fa, è giunta la notizia della rescissione del contratto per Claudio Marchisio. Dopo 25 anni di Juventus, infatti, si pensava che ormai non ci fossero problemi nel portare avanti questa storia d’amore per un altro anno, ma oggi 17 come un fulmine a ciel sereno è giunto l’annuncio che mette la parola fine a questa straordinaria avventura. Non è un caso che il popolo bianconero in questi minuti sia rimasto senza parole sui social, dopo il video pubblicato sui suoi canali social dalla Società.

Questo più in particolare quanto è stato annunciato dalla Juventus pochi minuti fa, con un comunicato ufficiale che davvero nessuno poteva prevedere e che ha gettato nello sconforto milioni di sostenitori bianconeri, anche perché arrivati al 17 agosto nessuno poteva immaginare un epilogo del genere a proposito del lunghissimo matrimonio tra Marchisio e la squadra bianconera.

“Si chiude oggi la storia di Claudio Marchisio con la Juventus, dopo la rescissione consensuale del contratto. Una storia lunga 25 anni, quelli trascorsi dal primo giorno in cui il Principino, un soprannome che avrebbe ottenuto solo molto tempo dopo, ma che già allora gli calzava a pennello, ha indossato per la prima volta la maglia bianconera. Lui ne aveva appena sette, una voglia matta di giocare e la testa piena di sogni.

Già allora, lo ha raccontato tante volte, sognava un giorno di continuare a vestire quella maglia, ma “tra i grandi”, in uno stadio vero, lottando per i trofei più importanti. Ha aspettato, ha giocato e vinto con le Giovanili, ha esordito nell’anno più difficile, quello della B, è andato a Empoli, per una stagione, è tornato. E ce l’ha fatta: 389 volte, 18° bianconero di sempre. Quando ormai era già si era già affermato in Prima Squadra, diceva di dover segnare di più, perché anche per un centrocampista i gol sono importanti. Ne ha fatti 37, 10 in una sola stagione, la 2011/12, chiusa in doppia cifra come un attaccante di razza. Voleva vincere. E ha vinto: quattro Coppe Italia, tre Supercoppe Italiane e i sette scudetti del Mito”.

Davvero difficile trovare le parole in questi minuti, a maggior ragione dopo esserci goduti il video che è stato pubblicato dalla Juventus su Twitter. Di sicuro, dopo l’addio a Buffon di tre mesi fa, dover fare a meno di un altro pezzo da novanta nello spogliatoio come Marchisio sarà una botta durissima non solo per i giocatori, ma anche per i tifosi. Staremo a vedere quali saranno le ragioni che ci verranno date per spiegare un addio così improvviso e sorprendente.