Allegri li lascia tutti a casa: in conferenza sorprende tutti contro il Napoli


Tutti i tifosi si chiedevano chi dei sudamericani la Juve sarebbe riuscita a utilizzare in un match importante come quello di Napoli. Allegri in conferenza ha tagliato la testa al toro spiegando che non ne convocherà nessuno. Troppo stretti i tempi per recuperarli.

Quello che  pareva potesse rientrare era Cuadrado ma è stato colpito da una gastroenterite.

Allegri invece ha dichiarato che punterà su tre under 23 quali De Winter, Soulè e Miretti.

Mancheranno Cuadrado, Dybala, Danilo, Sandro, Bentancur oltre l’infortunato Chiesa.

Difficile capire perchè il Mister non porti qualcuno dei sudamericani almeno in panchina.

Ecco le dichiarazioni:

NAPOLI – «Domani sarà una bella partita perché affrontiamo una squadra con grandi valori tecnici. Non è difficile fare la formazione perché non ne ho tanti. Ho scelto di lasciare i sudamericani a casa perché rientrano tra stanotte e domattina. Cuadrado poteva venire ma ha avuto un attacco di gastroenterite ed è fermo in Colombia. Ci sono De Winter Soulé e Miretti che verranno con noi. Questo non deve creare alibi perché cercheremo di fare risultato. Abbiamo una squadra tecnica, e chi ha giocato poco avrà a disposizione una chance».

MCKENNIE – «Ha lavorato bene, domani sarà degli undici poi dovrà valutare dove farlo giocare».

CHIESA – «Per quanto riguarda le sue condizioni, ha avuto un risentimento muscolare. La risonanza è negativa ma ho parlato con lui ed è tranquillo. Il rischio c’è ad entrare in una partita così. De Sciglio e Pellegrini sono pronti, dovrò valutare chi far giocare».

DIFESA A TRE – «Dovrò decidere oggi. La parola emergenza non c’è, perché avremo la formazione ideale per giocare contro il Napoli. Sono molto sereno, è stimolante perché nelle difficoltà bisogna tirar fuori qualcosa in più. Abbiamo 7 partite, ne usciremo perché rientreranno gli altri. Le prestazioni rimangono sempre le stesse rispetto alle prime partite: con l’Empoli abbiamo fatto una partita frenetica. Dobbiamo raggiungere l’equilibrio di una squadra forte, in cui non cambia niente qualunque cosa succede nell’arco della partita e dell’annata».

PRESSIONI PER IL DISTACCO IN CLASSIFICA – «Con calma arriviamo, non c’è fretta. Il campionato lo mettiamo in piedi un pezzetto alla volta».

OBIETTIVI – «Gli obiettivi della Juventus sono sempre quelli di essere competitivi a marzo per lottare su tutti i fronti. Per quanto riguarda la squadra, è un’ottima squadra ed è normale dover crescere negli aspetti che ho detto prima. Dobbiamo essere bravi, perché le cose da migliorare ci sarebbero state lo stesso indipendentemente dalle prime prestazioni».

IMPEGNI SENZA SUDAMERICANI – «Questo è il calendario e bisogna accettarlo con tutta serenità. Abbiamo 14 giocatori + 3 ragazzi, quindi c’è abbondanza».

SUDAMERICANI – «I giocatori che hanno giocato stanotte hanno finito alle 3 e mezza stanotte e arrivano domattina alle 11. Portarli a Napoli e rischiare che si facciano male ha poco senso. Riposano in vista di martedì che c’è la partita di Champions».

SZCZESNY PORTIERE TITOLARE – «A parte Udine dove ha avuto mal gestione nella seconda occasione è tornato bene dopo la Nazionale. Il portiere titolare è lui, super affidabile, nonostante Perin sia in buona condizione».

KEAN – «L’ho trovato bene, è giovane. Nel Psg ha fatto diversi gol, lo abbiamo voluto e sarebbe arrivato a prescindere da Ronaldo».

ACCETTARE QUESTO CALENDARIO – «Da quando ho iniziato ad allenare accetto i calendari. Quando mi dicono si gioca alle 18 io mi organizzo per giocare a quell’ora. Ci sono organi competenti che lo stabiliscono. Se tutti ci mettiamo ad esprimere il nostro giudizio viene fuori un casino».

KULUSEVSKI – «E’ un ragazzo che ha delle ottime qualità. Credo che i ragazzi giovani, indipendentemente da quanto vengono pagati, hanno bisogno di un percorso di crescita. Invece gli vengono addossate delle responsabilità che non possono reggere. Parlo di equilibrio mentale: è normale che uno di 22 anni può avere l’esperienza e la gestione di uno di 30. Ci sono 6 anni che valgono 180 partite di differenza. Solo così possono migliorare e crescere, acquisendo una stabilità mentale. Fagioli e Ranocchia hanno fatto un anno in Serie C ed ora sono andati a giocare in B. Ora si dice al primo giocatore che stoppa bene un pallone: ‘Ah, quello è da Pallone d’Oro’. Per questo ai giovani vengono addossate robe che non gli competono, quindi devono fare un percorso».

DISPIACIUTO DEI FISCHI DELLO STADIUM – «Abbiamo perso, che ci dovevano applaudire? Il calcio è così. Bisogna rialzarsi e questa falsa partenza ci metterà nelle condizioni di fare qualcosa in più senza perdere di vista l’obiettivo della vittoria».

RONALDO – «Non voleva più giocare nella Juventus e ha trovato la soluzione del Manchester United. Sarebbe stato comunque il suo ultimo anno, abbiamo anticipato il suo addio. Cristiano ha fatto 3 anni meravigliosi, gli auguriamo il meglio. Pensiamo a domani, si parla di niente pensando al passato. Vincere di gruppo? La Juventus lo ha sempre fatto, ce l’ha nel Dna attraverso l’amor proprio, il sacrificio. Per arrivare ad essere competitivi e cercare di vincere, che non è facile, bisogna avere una grande passione in ciò che facciamo».

PELLEGRINI FUORI DALLA LISTA – «Devo decidere. Per lui è un’occasione essere alla Juve, è un ’99. Le possibilità che ha di giocare deve sfruttarle al meglio».

INFORTUNATI – «Ramsey in settimana dovrebbe tornare a lavorare con la squadra. Kaio Jorge ha tempi più lunghi, mentre Arthur dovrebbe iniziare a lavorare con noi a fine mese».

NAPOLI – «È una candidata a vincere lo Scudetto. Il campionato è lungo, ci sono tantissime partite. C’è tempo per recuperare, non dobbiamo farci prendere dall’ansia e dalla fretta. Dobbiamo avere lo stesso equilibrio: non esaltarsi quando tutto va bene, neanche deprimerci quando vanno male le cose».