Allegri potrebbe aver sbagliato anche la quota qualificazione: 10 punti potrebbero non essere sufficienti


Il dato statistico è davvero impressionante: mai, nella storia della Champions League, la Juventus aveva perso le prime due partite di Champions League. Al dato numerico vanno aggiunte le evidenti difficoltà che sta attraversando l’undici di Allegri e così le possibilità di un passaggio del turno, oggi, sono davvero poche.

Allegri, dopo i sorteggi, aveva chiarito la situazione, semplificando come sempre tutto: “Il PSG è la mia favorita per vincere la Champions, noi ci giocheremo il passaggio del turno col Benfica”. Ecco, il k.o. interno coi portoghesi mette a serio rischio anche l’obiettivo minimo nella massima competizione continentale, il passaggio agli ottavi.

La Juve è a -6 da PSG e Benfica senza più bonus da spendere. Se Allegri aveva indicato a 10 punti la quota qualificazione, il rischio è che quel traguardo potrebbe non bastare e che per gli ottavi potrebbero volerci quattro vittorie di fila. La Juve lo scorso anno passò il turno con cinque vittorie su sei, battendo anche il Chelsea campione uscente: in assoluto non è un’impresa fuori dall’ordinario ma con questa squadra oggi è complicatissimo pensare di infilare un filotto del genere.

Si parte da un presupposto (sperando che i bianconeri non incappino in un ulteriore passo falso): Juve, PSG e Benfica faranno punteggio pieno col Maccabi Haifa. Insomma, il girone si trasformerà in un triangolare: nel caso in cui Benfica e PSG dovessero spartirsi una vittoria a testa la Juve dovrà vincere con entrambe (a Lisbona e col PSG in casa) e arrivare così a 12 punti. In quel caso, ci sarebbe quindi un arrivo a tre e conterà la differenza reti negli scontri diretti, così come accaduto al Napoli qualche anno fa: in questo senso, di positivo c’è che la Juve ha ridotto al minimo lo scarto contro il PSG, in Francia. In caso di doppia vittoria dei francesi contro il Benfica, la Juve sarebbe chiamata al colpo in Portogallo e potrebbe accontentarsi di un pari contro Messi e Neymar, a Torino.

Quello che è certo è che oggi la Juve non può permettersi un’altra sconfitta, sarebbe di fatto fuori dai giochi, e forse può spendere ancora un pareggio. La situazione è complicatissima, lo spettro della stagione 2013-14, con Antonio Conte in panchina, è dietro l’angolo: fu l’ultima volta che i bianconeri uscirono nei gironi di Champions.