La giustizia sportiva non convince: dove sono uguaglianza per tutti e giusto processo?


La sentenza che in un pomeriggio ha cancellato 15 punti alla Juventus pone molti dubbi sui principi di eguaglianza di trattamento e giusto processo nella giustizia sportiva. Difficilmente nella giustizia ordinaria si potrebbe assistere a quanto accaduto.

Come sottolinea Tuttosport, in un pomeriggio è stata decisa una penalizzazione addirittura quasi doppi a a quanto richiesto dall’accusa. Accusa che in solin45 minuti ha riassunto 15000 pagine.

Così senza praticamente appello una Società si vede tolti 15 punti per un reato su cui era già stata assolta dalla stessa giustizia sportiva e a cui non si sono aggiunti nuovi elementi.

E fa ancora più rabbia il fatto che queste plusvalenze si ritrovano praticamente in quasi tutte le Società di serie a ma nessuna ha subito una minima sanzione. E poi vi sono le rocambolesche giustificazioni di questa disparità. E’ stato creato il reato di sistema spiegando quindi che se compi una plusvalenza o più ma non è sistema non vieni punito.

Quindi per fare un’analogia puoi rubare una volta non è reato, forse anche due o tre e non è reato ma a un certo punto è un sistema ed è reato.

Ancora più incredibile che per fare una plusvalenza ci vogliano due squadre, ma l’unica colpevole è stata la Juve. Quindi le ha fatte da sè o gli altri che lo hanno permesso non contano.

Per non parlare delle cosiddette prove, ovvero per la Juve ci sono intercettazioni mentre per le altre Società non ce ne sono e quindi non sono provabili. E chissà perchè non ce ne sono?

Ma soprattutto, le plusvalenze si vedono e sono chiare, inutile nasconderle dietro un dito.