Chi è Damien Comolli, il francese che sarà il nuovo amministratore delegato della Juventus

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Damien Comolli è pronto a indossare l’abito da dirigente bianconero. A 54 anni, il manager francese sembra destinato a entrare nella nuova struttura dirigenziale della Juventus, portando con sé un bagaglio di esperienze internazionali, un approccio manageriale moderno e una filosofia calcistica plasmata tra Inghilterra, Turchia e, soprattutto, Francia. L’addio al Tolosa, ufficializzato solo pochi giorni fa, chiude il capitolo più lungo e significativo della sua carriera e ne apre uno carico di aspettative all’ombra della Mole.

Un percorso internazionale

Comolli non è un nome nuovo nei circoli dirigenziali del calcio europeo. La sua carriera inizia sul campo dell’analisi, come scout in Inghilterra, per poi svilupparsi nei ruoli di direttore sportivo al Saint-Étienne e, soprattutto, al Liverpool. Due esperienze vissute intensamente, ma con fortune alterne. Dopo un’uscita consensuale da Anfield nel 2012, Comolli resta lontano dai riflettori per sei anni prima di tornare in pista al Fenerbahce e, nel 2020, al Tolosa. È in Occitania che costruisce la sua identità più matura e compiuta da dirigente.

La rivoluzione al Tolosa

Quando Comolli arriva a Tolosa, il club è retrocesso in Ligue 2, colpito dalla pandemia e da una crisi tecnica e societaria profonda. È l’inizio di una rifondazione radicale, guidata dal fondo americano RedBird, proprietario anche del Milan. L’approccio è chiaro fin da subito: valorizzazione dei dati, scouting avanzato, e costruzione di un progetto sostenibile nel lungo periodo. L’anima storica del Tolosa, fortemente legata al vivaio, viene inizialmente sacrificata in favore di un modello cosmopolita, con una rosa composta da 9-10 nazionalità diverse.

Ma non è solo un cambio di pelle momentaneo. Negli anni, Comolli e RedBird lavorano in profondità sul settore giovanile, adattandolo a nuovi standard formativi e competitivi. I risultati iniziano a vedersi solo nella seconda parte del suo ciclo: giovani come Messali, Canvot ed Edjouma emergono come simboli di un rinnovato equilibrio tra progettualità e radici.

Obiettivi raggiunti

Sotto la guida di Comolli, il Tolosa torna in Ligue 1 nel 2022 e, da neopromossa, riesce a imporsi come realtà solida del massimo campionato francese. Il capolavoro arriva nel 2023: vittoria in Coppa di Francia, qualificazione europea, e valorizzazione di talenti come Thijs Dallinga, ceduto al Bologna per oltre 15 milioni di euro. Un ciclo che restituisce al club stabilità e visibilità, anche se non senza interrogativi: il decimo posto dell’ultima Ligue 1 lascia la tifoseria divisa tra soddisfazione e rimpianti.

L’eredità e la nuova sfida

Comolli lascia un club rinnovato nei metodi e nelle strutture, con progetti ambiziosi come l’ampliamento dello stadio Municipal e un piano di 40 proposte concrete presentate alla Ligue de Football Professionnel per migliorare lo spettacolo del calcio francese. Idee che, se accolto in casa Juventus, potrebbe adattare anche al contesto italiano, dove la modernizzazione del prodotto-calcio è una sfida sempre più urgente.

Per la Juventus, ancora alla ricerca di un’identità chiara nel post-Paratici e nel dopo-Allegri, Comolli rappresenta un’opzione interessante: un dirigente pragmatico, abituato a ricostruire con metodo, a lavorare in simbiosi con la proprietà, e a mettere al centro della strategia tecnica dati e sostenibilità economica. Una Juventus più internazionale, più razionale e meno umorale? Con Comolli, il futuro potrebbe parlare una nuova lingua.