Juventus, le 5 plusvalenze più pesanti della storia recente

Dalle operazioni record ai colpi sottotraccia: le plusvalenze più impattanti della Juve - Juvemagazine.it
In bilancio pesano come trofei. Le plusvalenze non sono solo numeri in colonna, ma spesso segnano svolte tecniche e finanziarie. Nella storia recente della Juventus, alcune operazioni di mercato hanno generato impatti decisivi, sia nel breve che sul lungo periodo. D’altronde, la Juventus storicamente è un club che ha saputo comprare e soprattutto vendere bene, riuscendo spesso a rifondare anche dopo cessioni eccellenti e remunerative (valga per tutti l’esempio di Zidane al Real Madrid, partenza che poi aprì le porte agli acquisti di Buffon, Thuram e Nedved).
Quando la cessione è una risorsa
La plusvalenza più evidente in tempi recenti resta quella di Pogba, arrivato a parametro zero dal Manchester United e poi rivenduto per oltre 100 milioni di euro. Un’operazione che ha ridefinito il modo di intendere il mercato, facendo scuola per anni. Anche João Cancelo, acquistato per 40 e ceduto al City per circa 65 milioni, è diventato emblema di operazioni intelligenti, capaci di generare margine senza compromettere l’impianto tecnico.
Poi c’è il caso Zaza–Mandragora–Sturaro: operazioni apparentemente di secondo piano ma fondamentali per mantenere l’equilibrio tra entrate e uscite in stagioni con forti investimenti. Infine, De Ligt, acquistato a peso d’oro dall’Ajax – un po’ deludente nel suo periodo in Italia – e poi ceduto al Bayern per circa 80 milioni, con un timing che ha alleggerito un bilancio appesantito da altre scelte più controverse.
Equilibrio tra campo e bilancio
Non sempre chi genera plusvalenze lascia un vuoto incolmabile. Spesso, sono proprio le cessioni ad aprire spazi per nuovi profili, magari dalla Next Gen, come accaduto con Fagioli. Tuttavia, il bilancio degli ultimi anni ha mostrato anche i limiti di un modello troppo sbilanciato sul trading. La sfida ora è costruire plusvalore sportivo e non solo economico, perché alla lunga, a Torino, contano ancora i trofei. E lo scudetto, ormai, manca da cinque anni.
