Rigore solare negato: episodio clamoroso scuote Lazio-Juventus

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Proteste da parte dei tifosi bianconeri per un rigore non concesso nel secondo tempo: Gila pesta chiaramente il piede di Conceição, che cade e si lamenta, ma l’arbitro lascia correre e il VAR non interviene. Una scelta che ha fatto discutere. È stato infatti un weekend complicato per gli arbitri italiani, tornati nuovamente al centro delle polemiche. Numerosi gli episodi controversi che hanno acceso le partite dell’ottava giornata di Serie A: da Napoli-Inter a Fiorentina-Bologna, fino a Lazio-Juventus. Nel posticipo dell’Olimpico, entrambe le squadre hanno avuto da ridire sulle decisioni arbitrali. Tuttavia, se nel caso della possibile espulsione di McKennie il VAR non poteva intervenire per regolamento, restano perplessità sul mancato richiamo al monitor per valutare il contatto in area tra Gila e Conceição, che avrebbe potuto portare al rigore per la Juventus.

Verso il 60° minuto di gioco, con la Lazio avanti 1-0, Conceição riceve palla nel cuore dell’area della Lazio e viene toccato da Gila. Il portoghese cade immediatamente a terra dolorante, mentre il difensore della Lazio si porta le mani ai capelli, come se avesse capito di aver commesso un errore. Nonostante le proteste dei giocatori della Juventus, che chiedono con insistenza il rigore, l’arbitro Colombo decide di far proseguire l’azione e il VAR non interviene per fare rivedere l’episodio.

Il contatto tra Gila e Conceição sembrava chiaramente da rigore, e su questo punto ci sono pochi dubbi. Secondo Luca Marelli, l’intervento del difensore è evidente: Gila pesta il piede dell’attaccante portoghese e si rende subito conto dell’errore. Conceição accentua la caduta, ma si tratta di un comportamento ormai abituale nel calcio. Ciò che lascia perplessi è il fatto che l’arbitro non sia stato invitato dal VAR a rivedere l’azione, nonostante la dinamica apparisse piuttosto chiara.

Pur riconoscendo che l’arbitro avrebbe potuto assegnare il rigore, si può provare a capire perché il VAR non sia intervenuto sull’episodio tra Gila e Conceição. Una possibile spiegazione è che Meraviglia, al VAR insieme a Maresca per la partita Lazio-Juventus, abbia ritenuto l’azione un normale contatto di gioco, lasciando quindi all’arbitro Colombo la valutazione sull’intensità e sulla reale irregolarità del fallo. Secondo quanto riportato da Fabio Caressa a Sky Calcio Club, la mancata revisione potrebbe essere collegata a una recente direttiva dei vertici arbitrali, che avrebbero chiesto di ridurre al minimo i cosiddetti “rigorini”. Dopo una riunione interna, sarebbe stato deciso che non tutti i contatti in area devono essere rivisti al monitor, per evitare un eccessivo interventismo del VAR. Da questa nuova linea di condotta sarebbe nata la confusione che ha accompagnato anche l’episodio di Conceição.

Pochi minuti prima, era stata la Lazio a protestare per un possibile cartellino rosso a Weston McKennie. Anche in questo caso l’episodio era chiaro: il fallo del centrocampista texano e la sua ammonizione erano evidenti, ma l’arbitro Colombo decide di non intervenire. Il VAR, secondo le regole, non poteva prendere parte alla decisione, perché il protocollo consente di intervenire solo in caso di espulsione diretta e non per la possibilità di un secondo cartellino giallo.