Gravina tragicomico, dopo il no di Pioli ora pensa a Gattuso (!!!) e altri due eroi del 2006 per il ruolo di c.t.

Sono ore calde in casa FIGC. Dopo il sorprendente rifiuto di Claudio Ranieri, che ha deciso di rinunciare alla panchina azzurra, i vertici federali si trovano di fronte a un bivio: scegliere il nuovo commissario tecnico che dovrà raccogliere l’eredità di Luciano Spalletti. Stefano Pioli, inizialmente tra i profili vagliati, ha sciolto ogni riserva accettando di tornare alla Fiorentina, mettendo fine a ogni possibile trattativa con la Nazionale.
Con le piste più esperte ormai sfumate – Carlo Ancelotti e Massimiliano Allegri sono fuori dai giochi – in via Allegri si guarda con decisione verso una soluzione “di cuore”, ma non per questo meno ambiziosa. Nelle prossime 48 ore, come filtra da ambienti federali, si arriverà alla scelta definitiva: sarà Daniele De Rossi o Rino Gattuso il nuovo commissario tecnico dell’Italia.
Entrambi simboli indelebili del trionfo mondiale del 2006, i due ex centrocampisti rappresentano due percorsi differenti verso la panchina azzurra. De Rossi, 40 anni vanta un passato recente nello staff tecnico che portò l’Italia al titolo europeo nel 2021. Meno esperienza da primo allenatore, ma grande carisma e conoscenza dell’ambiente federale.
Gattuso, invece, ha già costruito un curriculum di tutto rispetto: Milan, Napoli, Valencia e Marsiglia sono tappe che testimoniano il suo profilo da tecnico già formato. Più pragmatico, uomo da spogliatoio, potrebbe incarnare perfettamente la figura del “normalizzatore” tanto ricercata dalla FIGC: un ct sobrio, non ossessionato dalla tattica, ma capace di unire il gruppo e riportare serenità.
Resta sullo sfondo il nome di Roberto Mancini. L’artefice del trionfo di Euro 2020 avrebbe l’appoggio di buona parte della struttura federale e si sarebbe anche mostrato pentito per l’addio improvviso del 2023. Tuttavia, la frattura con il presidente Gabriele Gravina sembra ancora troppo profonda per ipotizzare un ritorno immediato.
Il tempo stringe, e la Nazionale ha bisogno di una guida stabile in vista del prossimo ciclo. L’idea è chiara: serve un tecnico che sappia dare continuità, equilibrio e rilanciare il progetto azzurro. Gravina e i suoi collaboratori si sono dati 48 ore per decidere. Il destino della panchina più importante del calcio italiano è nelle mani di due guerrieri di Berlino.
