Tudor senza filtri in conferenza: il tecnico elenca i veri problemi della Juve

Tudor
Alla viglia della sfida con il Real Madrid, in un momento delicato per la squadra, Igor Tudor ha affrontato le voci sulle difficoltà del gruppo. In molti si aspettavano analisi tecniche, ma le sue parole hanno preso una piega diversa: la conferenza stampa è diventata quasi uno sfogo, toccando temi più ampi e mostrando tutta la tensione della vigilia.
Dalle decisioni discutibili degli arbitri al calendario sfavorevole, che lui stesso ha definito “un’anomalia”, passando per le disattenzioni dei singoli giocatori, Igor Tudor ha esaminato con chiarezza un momento complicato, evidenziando tutti i fattori che hanno reso difficile il percorso della squadra. Il tecnico non si è definito sereno, ma lucido nell’analisi. Un’analisi che ha individuato tante buche in un percorso irregolare, ma che secondo l’allenatore non è da definirsi così negativo e, soprattutto, condizionato fortemente proprio da quelle buche. Ma con chi (o cosa) ce l’aveva Tudor?
Con il passare delle partite, la fatica ha iniziato a farsi sentire. Tudor lo ha spiegato chiaramente: dopo il pareggio con la Juventus è arrivata la frustrazione, poi una grande prestazione contro l’Inter, una buona prova con l’Atalanta e infine la sfida col Verona, dove, a suo dire, sono mancate decisioni arbitrali fondamentali. L’allenatore croato non ha mai digerito quell’episodio: già nel post gara aveva parlato di una svista pesante, poi riconosciuta anche da Rocchi. Al Bentegodi, tra un rigore dubbio e un mancato cartellino rosso, la gara era stata fortemente condizionata. Ma oltre alle polemiche, in quella fase è emerso anche un altro problema: la Juventus appariva stanca, forse il segnale di qualcosa di più profondo. E lo stesso Tudor ha poi provato a dare una spiegazione a queste difficoltà.
Tudor ha sottolineato come il sorteggio abbia pesato sul cammino della Juventus, sostenendo che “con un altro calendario saremmo primi”. La gara di Verona, arrivata dopo l’intensa sfida col Borussia Dortmund, ha mostrato i primi segnali di difficoltà: errori di Di Gregorio, distrazioni difensive e la solita reazione di Vlahovic. Per il tecnico, però, la causa non è solo il calendario: pesano anche gli errori individuali e di squadra.
Tudor ha provato a dare una spiegazione alla crisi della Juventus, ammettendo che il calendario fitto ha complicato tutto. “I ragazzi potevano dare di più, e anch’io potevo fare meglio”, ha detto con onestà. Il tecnico ha però escluso soluzioni semplici, come cambiare modulo o spostare Kenan, ribadendo che serve lucidità e autocritica per capire i reali limiti e potenzialità della squadra. Dietro le sue parole si percepisce la frustrazione di chi sa che qualcosa non va, ma anche la convinzione che le cause principali siano più profonde. Per Tudor, infatti, se non ci fossero questi fattori nascosti, la Juventus sarebbe già in testa. Resta però il dubbio: ha davvero individuato il vero problema?
