È l’inizio della svolta: da oggi in Champions la Juve cambia modulo

Il pareggio con la Fiorentina sembra aver dato a Luciano Spalletti la spinta definitiva per provare a dare un volto nuovo alla Juventus. E in Champions League, contro il Bodo Glimt, potremmo vedere qualcosa di diverso, non solo nel modulo. Durante la sosta per le Nazionali ci si aspettava già qualche novità per la trasferta di Firenze. Poi, alla vigilia del match, Spalletti aveva frenato: niente rivoluzioni improvvisate, certi cambi vanno preparati con calma. Ma può davvero cambiare idea in pochi giorni, con appena un vero allenamento tra una partita e l’altra? Sì, perché alla fine la teoria deve fare i conti con il campo. E la Juventus, al Franchi, ha mostrato ancora una volta che così non può andare avanti: difesa a tre, troppi giocatori difensivi, spazi occupati male. Serve una svolta. E questa volta Spalletti sembra davvero pronto a provarci.
Dopo il pareggio con la Fiorentina, Spalletti ha ammesso che la Juventus continua a commettere gli stessi errori e che, proprio per questo, arrivano sempre gli stessi risultati. Un messaggio chiaro alla squadra, chiamata a dare di più, ma anche a sé stesso: se si insiste con le stesse scelte, non ci si può aspettare nulla di diverso. Per questo il tecnico ha fatto capire che servono cambiamenti concreti e che le prime novità potrebbero vedersi già in Champions League. Una presa di posizione netta, che lascia intuire come Spalletti sia pronto a intervenire per provare davvero a invertire la rotta.
Gran parte dei problemi della Juventus gira attorno all’assetto difensivo, e da lì si trascina tutto il resto, dal centrocampo fino all’attacco. Forse la squadra non è ancora pronta per passare davvero a un 4-3-3 o a un 4-2-3-1, ma qualcosa va comunque cambiato se si vuole uscire da questo periodo fatto solo di pareggi e prestazioni poco convincenti. Il rientro di Kelly e Cabal, il primo titolare, il secondo utilizzato a gara in corso nell’ultima partita, dà finalmente più possibilità per giocare con una difesa a quattro. Ora serve soltanto un po’ di coraggio: magari ci sarà qualche errore in più dietro, ma l’obiettivo è trasformarsi in avanti, dove la Juventus continua a segnare poco e a creare troppo grazie ai singoli e troppo poco come squadra.
Rispetto alla partita con la Fiorentina, è lecito aspettarsi qualche volto nuovo nella trasferta europea. Da un lato perché il campo ha mostrato che alcuni giocatori meritano più spazio, dall’altro perché con così tante partite è impensabile schierare sempre gli stessi ogni tre giorni. La prima novità dovrebbe essere Francisco Conceicao titolare: in questo momento è troppo importante per la Juventus per lasciarlo fuori. In difesa potrebbe rivedersi Federico Gatti, mentre a centrocampo attenzione alle possibili sorprese. Miretti è entrato bene e ha fatto vedere di essere, oggi, più utile di altri compagni come Thuram, che sta attraversando un momento opaco, e persino di McKennie. Proprio tra le linee, il ruolo solitamente occupato dall’americano, il giovane italiano riesce a esprimere il meglio del suo gioco. Per questo non sarebbe affatto sorprendente vederlo partire dal primo minuto in Norvegia.
Al di là dei singoli cambi, che comunque faranno la differenza, Spalletti ha fatto capire che è arrivato il momento di allargare davvero le rotazioni e gestire la squadra in modo diverso rispetto alle prime settimane. Per arrivare fino in fondo, serve una rosa in cui almeno 18-20 giocatori siano considerati titolari a tutti gli effetti e si sentano coinvolti. Questo significa più turnover e il recupero di quei giocatori che nelle ultime partite sono spariti dai radar o che finora hanno trovato pochissimo spazio. Il pensiero va subito ai nuovi arrivati: Joao Mario, gli attaccanti David e Openda, fino ad arrivare a Zhegrova. Tutti profili che, per investimento e qualità, prima o poi dovranno diventare parte del progetto in modo più concreto.
