Vlahovic, da dubbio a certezza: con Spalletti il rinnovo non è più un miraggio

Vlahovic
Dusan Vlahovic è uno di quei giocatori che non smettono mai di sorprendere. Quando sembra sul punto di essere messo da parte, trova il modo di riaccendersi e far ricredere tutti. È un attaccante che divide: c’è chi lo esalta e chi non lo sopporta, ma resta impossibile ignorarlo. In una stagione complicata per la Juventus, il serbo è stato tra i pochi a mantenere continuità e carattere. Contro la Cremonese ha giocato la sua quarta gara consecutiva da titolare, con tre allenatori diversi: un segnale chiaro di quanto resti centrale nei piani della squadra. Vlahovic continua così a spaccare le opinioni ma, allo stesso tempo, a dimostrare con i fatti di meritare fiducia. La voragine che apre non è solo nelle difese avversarie, ma anche nel dibattito su di lui: impossibile smettere di parlarne.
Luciano Spalletti ha elogiato apertamente Dusan Vlahovic dopo la partita con la Cremonese, sottolineando il grande lavoro fatto dal centravanti serbo e la capacità di imporsi anche contro un avversario tosto come Baschirotto. Un riconoscimento che vale doppio, perché arrivato in una gara in cui l’attaccante non ha trovato il gol. La prestazione di Vlahovic è stata completa: continuo nel gioco di sponda, sempre pronto ad aiutare i compagni e preciso quando serviva Openda. Allo stesso tempo, ha mostrato qualità e determinazione nei momenti in cui ha deciso di agire in prima persona.
All’inizio Igor Tudor aveva provato a distribuire le opportunità in modo equilibrato: un po’ Vlahovic, un po’ David, con l’idea di tenere tutti dentro al progetto. Ma con il passare delle giornate, l’equilibrio si è spostato. Oggi i numeri parlano chiaro: 607 minuti per Vlahovic, 577 per David, con il sorpasso arrivato a Cremona. Non solo nel minutaggio, ma soprattutto nelle scelte e nella fiducia dell’allenatore. Oggi i numeri parlano chiaro: 607 minuti per Vlahovic, 577 per David, con il sorpasso arrivato a Cremona. Non solo nel minutaggio, ma soprattutto nelle scelte e nella fiducia dell’allenatore. Dopo le gare contro Udinese e Cremonese, Vlahovic ha messo ancora più distanza tra sé e gli altri: oggi è lui il punto fermo dell’attacco bianconero.
Di solito, quando un giocatore fa bene, ogni dubbio del club dovrebbe svanire. Con Vlahovic, invece, succede l’opposto. Il suo contratto scade a giugno e, fino a poco tempo fa, tutto lasciava pensare che questi sarebbero stati gli ultimi mesi in bianconero. L’addio era stato solo rimandato, non cancellato, per mancanza delle giuste condizioni sul mercato estivo. Eppure qualcosa è cambiato. Più Vlahovic segna, lotta e si comporta da leader, più nella Juventus crescono i dubbi. Perché la questione non è solo tecnica: c’è anche l’aspetto economico, con un ingaggio fuori dai nuovi parametri fissati dal club. Se prima la separazione sembrava quasi inevitabile, ora le prestazioni del numero 9 rimettono tutto in discussione. La domanda sorge spontanea: davvero ha senso lasciar andare via questo Vlahovic?
