Juve-choc. Che succede alla Signora? 

juve fiorentina 0-2

Ieri, allo Stadium, è successo il patatrac. Passa la Fiorentina (2-0) e il sogno Champions bianconero si scioglie come neve al sole. Ora, a 90 minuti dalla fine, la speranza è solo matematica. La Juve non è più padrona del proprio destino ma deve sperare nelle disgrazie altrui. Peraltro legate tra loro da combinazioni piuttosto inverosimili. La Signora cede, tutte insieme, tre posizioni in graduatoria e scivola dalla terza alla sesta piazza. Del quintetto delle sognatrici, chiamate a esibirsi eccezionalmente a mezzogiorno di domenica, la Juventus è l’unica a rimediare una sconfitta, per giunta casalinga, che fa davvero male. Le altre, vincono tutte. Il Napoli passa agevolmente a Pisa e mette in cassaforte la qualificazione. La Roma ne fa due nel derby dell’Olimpico e ora di punti ne ha 70. Gli stessi del Milan, che esce vittorioso da Marassi contro il Genoa. E il Como, sul lago di casa, batte il Parma e si attesta a quota 68. I lariani ora sono quinti e i bianconeri sesti, per gli scontri diretti: Fabregas ha battuto Spalletti sia all’andata che al ritorno. Adesso manca l’ultimo miglio, ma si ha come l’impressione che i giochi siano fatti. Soprattutto se si guarda il calendario. La “coda” appare tranquilla sia per gli uomini di Allegri (al Meazza contro un Cagliari ormai salvo) sia per i giallorossi, in trasferta a Verona. Un tantino più spigolosa sembra la sfida, tutta lombarda, Cremonese-Como. Ma a Torino c’è la stracittadina. Insomma, almeno sulla carta, dovrebbe trattarsi di una giornata ininfluente che congelerebbe la classifica così com’è. Nel qual caso, come sempre succede, non si sa bene a chi addossare la croce. La contestazione dei tifosi arriva puntuale e decisa. Dapprima i supporters contestano i beniamini dalla curva. Poi, fuori dallo stadio, in maniera ancora più veemente, accusano Società, giocatori e tecnico. Un nervosismo marcato. Come quello mostrato da Luciano Spalletti, anche sul campo, nella scaramuccia con Gudmundsson. Poi ai microfoni di Dazn, nel post-gara, il tecnico chiede scusa e chiarisce l’accaduto. Ciononostante, nell’intervista, l’ex CT si mostra piuttosto stizzito. “Siete sempre pronti a parlare di fallimentosiamo dentro l’Europa League, e potevi essere fuori anche da quellaOggi è un episodio, è una partita.Per il mio punto di vista è stato fatto un percorso dove si è vista la squadra che ha reagito, creato presupposti di gruppo forte che può ambire a giocare contro livelli più alti, sia di livello di classifica che di Champions dove abbiamo fatto benissimo. Poi chiaro che ci sono momenti dove dovremmo far vedere reazione, personalità, carattere, un livello di conoscenza che ci permette di essere più lucidi”. A fine partita, chi si è mostrato un tantino più obiettivo, e per questo dispiaciuto, è stato Manuel Locatelli. Il capitano non esita a fare mea culpa e ammette: “Credo sia evidente: se facciamo partite così non vincere una gara decisiva come oggi più di qualcosa è andato storto. Pressione a parte in cosa siamo mancati?Non è un problema tattico: quando arrivi tardi sulle seconde palle, sbagli passaggi che non devi sbagliareTatticamente la partita poi la metti apposto, oggi era una cosa anche di duelli individuali. Dovevamo avere motivazioni enormi, più di loro: non è un problema tattico o tecnico, ma di cattiveria e di quella voglia che dovevamo avere di vincere la partita e non abbiamo avuto”.   

Intanto alla Continassa, oggi, si è ripreso a lavorare. L’atmosfera, sicuramente pesante, evidenzia le preoccupazioni un po’ di tutti. Bisogna salvare il salvabile, almeno. E domenica il Toro non regalerà nulla. 

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