Nessuno spiraglio dalla Juve per Pogba: sarà rescissione unilaterale per inadempienza contrattuale?

Pogba

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La vicenda tra Paul Pogba e la Juventus sembra ormai destinata a una conclusione, ma i dettagli del divorzio tra il centrocampista francese e il club bianconero restano ancora da definire. Da tempo, infatti, la Juventus e l’entourage del giocatore sono impegnati in colloqui per trovare un accordo consensuale per la risoluzione del contratto, senza tuttavia riuscire a chiudere la questione. Tuttavia, la posizione della società torinese appare chiara: Pogba non rientra più nei piani futuri della Juve e, nel caso non si raggiunga un’intesa, il club potrebbe giocarsi la carta dell’inadempienza contrattuale.

Nonostante il ritorno a Torino nel 2022, Pogba non è mai riuscito a ritrovare la forma che lo aveva reso un elemento chiave nel suo primo ciclo in bianconero. L’infortunio al ginocchio, durante la tournée negli Stati Uniti, ha segnato l’inizio di una serie di problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dai campi per gran parte della stagione 2022-2023. A questi si è aggiunta la squalifica per doping, confermata a settembre 2023, che ha ulteriormente complicato il suo rapporto con la società.

Gli uomini della Juventus hanno scelto di mantenere un basso profilo nelle dichiarazioni pubbliche, ma un segnale forte è arrivato dalle parole di Cristiano Giuntoli, Maurizio Scanavino e persino Thiago Motta, tutti concordi nel parlare di Pogba al passato: “È stato un grande giocatore”. Le mosse della dirigenza confermano che l’addio è nei fatti, con il club deciso a tagliare i ponti con l’era passata, in cui Pogba era una delle ultime bandiere ancora presenti.

Il peso dell’ingaggio del giocatore è uno degli aspetti centrali in questa vicenda. Pogba, tornato alla Juve a parametro zero dopo aver lasciato il Manchester United, ha firmato un contratto fino al 2026 con uno stipendio di 8 milioni netti a stagione più 2 milioni di bonus. Tuttavia, questo tipo di ingaggio non è più sostenibile per la Juventus, che ha intrapreso una politica di riduzione dei costi sotto la nuova gestione di Giuntoli e Motta. Emblematico il confronto con i nuovi arrivi: i giocatori più costosi dell’ultima campagna acquisti, come Koopmeiners e Douglas Luiz, non superano i 5 milioni di ingaggio.

In questo contesto, la lunga assenza di Pogba ha acuito il problema. Tra infortuni e squalifiche, il francese ha disputato solo 12 partite negli ultimi due anni, accumulando appena 213 minuti in campo. E, in virtù della squalifica, negli ultimi mesi ha percepito il minimo salariale previsto dal contratto collettivo, circa 2 mila euro al mese. Anche il futuro di Dusan Vlahovic, che percepisce cifre simili a quelle di Pogba, è in discussione, ma si lavora per una possibile riduzione del suo stipendio in linea con le nuove direttive finanziarie del club.

Se non si troverà un accordo per la risoluzione consensuale entro la fine di gennaio, la Juventus potrebbe forzare l’uscita di Pogba ricorrendo alla risoluzione unilaterale del contratto. La squalifica per doping rappresenta un elemento chiave su cui il club potrebbe fare leva, puntando sull’inadempienza contrattuale per giustificare la rottura anticipata. In questo scenario, Pogba sarebbe libero di cercarsi una nuova squadra entro marzo, quando la sua squalifica scadrà e potrà tornare in campo.

L’ipotesi più concreta per il futuro del centrocampista francese sembra essere un trasferimento negli Stati Uniti, in MLS. La lega americana potrebbe rappresentare una nuova opportunità per Pogba, sia a livello calcistico che personale, in un contesto meno esigente rispetto al calcio europeo. La prospettiva di una nuova avventura in un campionato emergente e in una realtà diversa potrebbe infatti essere la soluzione ideale per il “Polpo”, dopo un periodo travagliato e lontano dai riflettori.

Resta ora da vedere come si evolveranno le trattative nelle prossime settimane, ma una cosa è certa: l’era di Paul Pogba alla Juventus sembra ormai giunta alla fine.