Parla il vicino di Mckennie che ha chiamato i carabinieri: il suo racconto


Ieri è scoppiato il caso nazionale “festino a casa Mckennie” per la cena con Arthur e Dybala. Dopo l’intervento dei carabinieri c’è stato anche quello della Juve che sanzionerà con multa e sospensione i tre giocatori.

E oggi arriva il racconto del vicino di casa che ha chiamato i carabinieri.

Lui si dichiara tifoso Juventino ma sui social, ironicamente,  sono più propensi a crederlo tifoso del Toro visto il luogo e il Derby alle porte.. Le dichiarazioni sono state rilasciate a La Stampa.

Ecco le sue parole:

Di posti macchina liberi non ce n’erano più. Era pieno di Mercedes, molte con targa spagnola, e in tanti sono arrivati in
taxi con borsoni carichi di bottiglie. Io sono pure juventino. Ma così non si fa. Le regole si rispettano, a maggior ragione se sei un calciatore famoso. Non dovresti sentirti al di sopra degli altri, ma dare il buon esempio».

Ieri sono arrivate anche via social le scuse di Dybala. Ha spiegato che si trattava di una cena e non di una festa ma che non è stato giusto e ha sbagliato.

Peccato per l’argentino che poteva rivedere il campo e probabilmente pagherà con la sospensione inflitta dalla Juve.

Al contrario di altre squadre alla Juve difficilmente transigono sulla violazione delle regole, in campo e fuori.